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PREGHIERA PER IL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANOOmelia di Mons. Mario Russotto in occasione dell'Apertura del Congresso DiocesanoSOLENNE APERTURA DEL CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANOLOGOS Il Vangelo del 26 novembre 2023LOGOS Il Vangelo del 19 novembre 2023SOLENNE APERTURA DEL CONGRESSO EUCARISTICO

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LOGOS Il Vangelo del 24 settembre 2023

21-09-2023 18:00

Diocesi di Caltanissetta

Logos - Vangelo della Domenica, Logos 2023,

Dal Vangelo secondo Mt 20,1-16

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 20,1-16
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Ogni uomo è chiamato ad accogliere e vivere la speranza come scelta fondamentale, attraverso la quale interpretare il senso ultimo della sua esistenza. Perciò «manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele Colui che ha promesso» (Eb 10,23). 

Buona domenica!

+Mario Russotto

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